Era ovvio. Lo era sempre stato. Bisognava solo definirlo e finalmente ci aveva pensato mamma a farlo.

In un certo senso mi sentivo sollevata: ora sapevo. Non dovevo più arrabattarmi nel tentativo di capire chi fossi. Per quanto sconvolgente, era bello avere un’identità. Una definizione precisa dei miei particolari talenti. Il mio livello di diversità rispetto agli altri.

Ero una strega. Punto.